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Giaglionese-Italiano

arp

(s. m.) alpeggio per bestiame con pascolo estivo di proprietà di diverse famiglie o comunale (anticamente a Giaglione). v. anarpê, deizarpê, lou tséindzo.

Pascoli estivi per 4 o 5 famiglie locali, i pascoli erano generalmente comunali ed al Comune si pagava un affitto fittizio. Poche baite (le boueiřeus) servivano per il personale e per il bestiame. Prima di salire all’alpeggio (anarpê) si sistemavano tutti insieme le baite danneggiate dalla neve e si facevano le provviste di legna. Ogni famiglia aveva i suoi recipienti per il latte (peiřuve e pinhoteus = paioli, graleus), e i suoi viveri. Per una settimana due proprietari per volta provvedevano al pascolo, alla mungitura, alla pulizia, alla lavorazione del latte (diviso giorno per giorno per ogni socio a secondo del numero di mucche (4 o 5) di sua proprietà. Prima di anarpê in un apposito luogo (plasa de la pês) si facevano incontrare le mucche dei vari soci, queste di davano battaglia, poi si riappacificavano (facevano la pês) e la mucca vincitrice diventava automaticamente la capomandria. Al tsèindzo cambio del turno di lavoro, ogni socio portava le sue provviste per la settimana (pane, pasta, polenta, caffè, ecc.) e con gli stessi grabin (gerle) portati generalmente dagli uomini, si ritiravano la loro parte di burro e formaggio. In autunno si smobilitava tutto, e con le mucche si ritornava a valle (deizarpê). Qualcuno si fermava ancora nella propria baita in fondovalle per pascolare finchè si manteneva il bel tempo. Gli arp funzionarono fino a dopo la II guerra mondiale (fino verso il 1950).

Nomi di Arp nel Comune di Giaglione: Ariâ, Dzanuva, Tavarnetoés, Valentìn, Planbôc, Savinò, Bounomoen, Mulatieřa, Crementoun, Truc (antic.).

 

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