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Giaglionese-Italiano

féta

(s. f.) festa;

féta granta festa grande, festività; féta di sincantan festa per i 50 anni;

féta dou paî festa patronale; le dzournâ de féta i giorni di festa.

La féta de Sèin Viseun (la festa patronale) Varie fasi, personaggi, usanze:

Li spadounèiře (gli spadonari) v. a parte.

Le prioùřeus (le priore) v. a parte.

Lou bran v. a parte.

La mùzica (la banda musicale): molto numerosa (tra 40 e 50 elementi), partecipa alle varie feste per fare il servizio alle priore, agli spadonari, al consiglio comunale, ma anche su invito ad altre manifestazioni. La banda ogni anno festeggia solennemente Santa Cecilia con un gran pranzo e cena organizzati da un loro priore (lou priou), nominato ogni anno alla fine del pranzo con la cerimonia del dzal (fatto di pane) che dopo essere passato da uno all’altro con discorsi e battute di ognuno, si ferma davanti al priore prescelto.

Lou tsoucatê (il campanaro): era nel tempo molto abile a fare un concerto di campane. Si ricorda un Jouèin Poulèinta che aveva un motivo molto orecchiabile quando ou triboudave digadigadena, digadigadan, dandan”, Jouèin Poulèinta ou l’et an brandan, dandan!” Il più recente era Titin Iamèin che aveva come vice Roberto Miaglia; per allenarsi usavano le campane delle mucche appese per bene nella stalla, ora le campane sono programmate elettronicamente. Li tsantre (i cantori) della chiesa: un tempo erano diretti da doun Guestin Ponte che li accompagnava con l’armonium, una volta erano solo uomini (ora la cantoria è mista di uomini e donne).

Li arvitû (confratelli della confraternita dou Nomini Ièzeus) v. a parte.

Li couscrî (i coscritti): i giovani di diciotto e vent’anni del paese hanno l’incarico di portare la statua e le reliquie nella processione attorno alla chiesa. Un tempo indossavano l’abe degli arvitû (che ora non indossano più) e avevano spillato sul camice un bel mazzetto di fiori finti. Oggi, qualora non vi sia un numero sufficiente di coscritti per portare la statua, se ne affida l’incarico agli alpini.

Li poumpìe (i pompieri): sono pompieri volontari (sempre pronti ad intervenire in caso d’incendi o aiuti immediati nel paese), hanno anche l’incarico di scortare la statua di San Vincenzo. Come divisa hanno un berretto tipo militare nero con finizioni in rosso. Durante l’anno provavano una vecchia pompa a carretto passando in ogni borgata (dove spegnevano la gran sete con buon vino).

Lou sandic è lou counsèlh (il Sindaco e il Consiglio Comunale) con gonfalone.

Lou prevost è li prèiře (il prevosto e i preti) que vienoun da fořa (che arrivano da altri paesi.

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